Women Empowerment
Sviluppo Integrato
Distretto di Khulna Bangladesh
L’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile sono fondamentali per uno sviluppo inclusivo, equo e sostenibile per tutti. Eppure in alcuni Paesi nascere donna non può essere considerata una fortuna. Il Bangladesh è uno di questi Paesi.
Anche se la costituzione bengalese garantisce uguale status a uomini e donne, l’ubiquità della legittimità culturale patriarcale oscura i diritti legali delle donne nella società.
Soprattutto nelle zone rurali la donna subisce discriminazioni, violenze, abusi ed assenza di istruzione. E’ il Paese con il più alto tasso di stupri di cui il 68% perpetrati in famiglia. Secondo la cultura tradizionale, i mariti hanno diritto di proprietà sulle mogli e la violenza è il mezzo più usato per stabilirne il controllo. Il tasso di alfabetizzazione è inferiore al 60%, il mondo del lavoro è loro precluso ad eccezione dei lavori più umili. Nel mondo industriale oggi in espansione (fabbriche tessili) subiscono gravi disuguaglianze. I matrimoni precoci sono un ulteriore piaga del Paese.
In questo panorama si collocano gli interventi formativi, ed il supporto imprenditoriale a loro dedicati con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni di vita e promuovere l’emancipazione femminile.
Intervento sviluppato nell’Upazila di Batiaghata con una popolazione femminile di 91.297 a maggioranza Indù, il progetto ha inteso fornire alle donne competenze, conoscenze e risorse essenziali per migliorare la loro posizione economica e sociale, attraverso incontri, corsi di formazione, giornate aperte alle diverse associazioni femminili ed ai membri della comunità di Upazila. Un intervento strutturato che ha coinvolto in forma stabile 250 donne che grazie agli incontri di villaggio hanno seguito il programma completo dedicato allo sviluppo delle competenze. Altre donne hanno partecipato a incontri multipli o singoli a tema: diritti legali, relazioni di genere, gestione dei gruppi, educazione sanitaria, cibo e nutrizione, alla fine dell’annualità ogni incontro ha contato fino a 150 presenze. Agli incontri di comunità con altre organizzazioni e/o incontri con l’amministrazione locale, hanno partecipato circa 200 donne, uno dei temi largamente dibattuto è stato il grave problema della tratta di esseri umani. Le partecipanti agli incontri hanno acquisito gli strumenti necessari per identificare e denunciare potenziali casi di tratta. Inoltre, i programmi di orientamento consentono alla comunità di intraprendere azioni collettive e creare reti di sostegno per i sopravvissuti. Una particolare attenzione è stata dedicata alla lotta dei matrimoni precoci
Sono state avviate 36 attività produttive, attraverso la donazione di macchine da cucire e diversi animali da cortile in prevalenza capre ed anatre destinati all’allevamento.
Il progetto nella sua completezza ha dimostrato di essere uno strumento funzionale per raggiungere gli obiettivi preposti. Tutte le donne coinvolte ne hanno tratto esperienze, competenze, conoscenze utili e positive, molte di loro hanno migliorato la loro posizione economica e sociale, inoltre le diverse attività avviate hanno favorito un ambiente sensibile all’imprenditorialità femminile.
L’intervento è sviluppato nell’Upazila di Dighola, un’area a maggioranza Indù, con una popolazione femminile di 97.145. La zona è soggetta a frequenti inondazioni, che rendono ancora più difficoltosa la vita delle famiglie. Saranno mantenute tutte le attività di formazione sviluppate nell’Upazila di Batiaghata, al fine di portare anche alle donne di questa zona maggiore consapevolezza dei loro diritti, migliore stabilità economica, formazione e sostegno imprenditoriale. Nel primo semestre oltre alla sensibilizzazione nella zona da parte del personale di Share Bangladesh (nostra controparte locale), si sono regolarmente svolti gli incontri formativi, ogni incontro accoglie un massimo di 25 donne (diritti legali, formazione piccole imprese, formazione sanitaria, alimentazione e nutrizione, ecc). Avviata anche la formazione di sartoria con la donazione di macchine da cucire per creare attività produttive generatrici di reddito.
L’intervento ed i suoi risultati sarà valutato alla chiusura prevista nel Settembre 2025.